Di ritorno dalla presentazione dell'autore (sold-out) al Festival di Internazionale, Il mio miglior nemico di David B. e Jean-Pierre Filiu svetta in homepage sul Corriere.it: lo speciale presenta due capitoli da sfogliare in esclusiva e un video di approfondimento del giornalista Antonio Ferrari - che ha firmato la prefazione del volume - dal titolo "Amore e odio a fumetti tra Usa e Islam" per la rubrica Voci dal Vicino Oriente.
La Bambina Filosofica è tornata in libertà con una buona dose di satira e insolenze. La potete trovare in esplorazione sul pianeta Luna o nelle librerie d'Italia all'interno del nuovo volume uscito da Rizzoli Lizard "La Bambina Filosofica - Houston, abbiamo un problema...".
Per chi non conoscesse ancora l'irresistibile creatura di Vanna Vinci, ecco due buone occasioni per entrare nel suo mondo irriverente, dare un calcio al politically e humanly correct e farsi qualche risata nichilista:
- venerdì 29 giugno alle 21 Vanna Vinci parlerà, straparlerà e presenterà "La Bambina Filosofica - Houston, abbiamo un problema..." a Palazzo Bonaguro a Bassano del Grappa, durante il Piccolo Festival della Letteratura.
Se volete sapere subito chi si cela dietro le nefandezze della Bambina Filosofica e non potete aspettare domani, ecco un'intervista alla grandissima autrice Vanna Vinci, direttamente dagli studi Rcs.
Oggi 22 giugno uscirà nelle sale americane Brave (Ribelle - The Brave), il nuovo lungometraggio animato in 3D della Pixar e il primo con una protagonista femminile, la Principessa Merida, abilissima e irriverente arciera, che affronta la tradizione e il destino nella terra delle Highlands scozzesi.
Ad aprire Brave, sarà il cortometraggio La luna di Enrico Casarosa, genovese e da più di vent'anni americano d'adozione, che dopo aver lavorato come story artist a film come Ratatouille, Cars, Up e L'era glaciale, esordisce come autore e regista di un corto animato in 3D che è stato definito nel blog della Pixar "one of the finest Pixar shorts of all time". E ancora: "La Luna has the simplistic elegance of a great storybook with a touch of Pixar wit. [...] The 3D effects in La Luna are also some of Pixar’s best yet, enhancing the depth of an already astonishingly beautiful film".
La luna è candidato al premio Oscar per il miglior cortometraggio animato ed è la prima volta che un corto animato diretto da un italiano sia in gara per il prestigioso riconoscimento.
La Luna sarà nelle sale italiane dal 5 settembre in apertura a Ribelle - The Brave e il festival di Taormina ne proietta un'anteprima al Teatro Greco il 23 giugno.
Enrico Casarosa non è solo un maestro dell'animazione: a settembre uscirà da Rizzoli Lizard il suo fumetto Cronache veneziane, un frizzante diario di viaggio da Venezia a Genova, in cui le bellezze delle città sono splendide illustrazioni a matita e acquerello dall’inquadratura spiccatamente cinematografica. Il diario di Enrico Casarosa ripercorre i momenti più dolci e romantici della sua bellissima storia d’amore, regalandoci tutta la magia di una fiaba alla Disney Pixar.
Appuntamento a settembre con Enrico Casarosa, Cronache veneziane e La luna.
Una breve intervista a Guy Delisle e al suo "Cronache di Gerusalemme", opera che ha vinto il prestigioso premio Fauve d'or per il miglior album al Festival di Angouleme 2012. Grazie allo studio PEPE NYMI per il montaggio.
"E' stato quasi come scrivere un'enorme cartolina in cui raccontavo alla mia famiglia e agli amici ciò che mi succedeva. Solo che è durata un anno."
Grande successo per Luis e Romulo Royo al Salon del Comic di Barcellona che si tenuto dal 3 al 6 maggio e che ha visto ospite anche Craig Thompson. I due autori hanno preparato qualcosa di speciale per l'occasione: oltre a due esposizioni con le opere originali che hanno dato vita ai due fumetti Apocalypse - Malefic Time 1 e Dead Moon - Apocalypse, hanno partecipato a una performance di live painting durante il concerto degli Avalanch, band metal che ha composto cinque brani per il dvd allegato ad Apocalypse. Malefic Time è un'opera che Luis Royo e figlio hanno voluto declinare sui diversi media di arte, fumetto, letteratura con l'uscita del libro Codex Apocalypse scritto da Jesús Vilches e tratto dal fumetto, video e musica, grazie alla colonna sonora degli Avalanch.
Di seguito, le foto e un video dei due artisti nella performance di live painting con la band metal Avalanch il 3 marzo a Madrid, delle tavole in esposizione a Barcellona e delle sessioni di dediche.
Il curatore Luca Beatrice parla della mostra di graphic journalism Nuvole di confineal Museo della Caricatura di Tolentino. Nel servizio di Tiziana Tiberi, ci sono brevi approfondimenti sulle Lettere dalla Serbia di Aleksandar Zograf e sui souvenir personali di Bye bye Babylon di Lamia Ziadé, che espone per la prima volta in Italia. Per il manifesto di Nuvole di confine è stata scelta la copertina di Cronache di Gerusalemme di Guy Delisle. Gli otto autori internazionali di Nuvole di confine sono presenti nel catalogo edito da Rizzoli Lizard.
La nuova collana Rizzoli Lizard per celebrare il vero classico del fumetto europeo. Oltre 200 milioni di copie vendute nel mondo. Un'opera tradotta in 50 lingue oggi riproposta da Rizzoli Lizard in 8 eleganti volumi che raccolgono le 24 storie di Tintin ritradotte. Un'opera definitiva supervisionata dall'attento occhio di Philippe Daverio.
In questo volume gli episodi: "Tintin nel paese dei Soviet" e "Tintin in
Congo". In "Tintin nel paese dei Soviet": Le fredde e desolate terre
dell'Unione Sovietica sono mete inaccessibili, per i giornalisti
occidentali ficcanaso. Ma niente potrà fermare l'intrepido reporter
Tintin e il suo inseparabile cagnolino Milou, in quella che è
considerata una delle storie più controverse dell'esordio di Hergé,
un'avventura avvincente da leggere tutta d'un fiato. In "Tintin in
Congo": Al Capone lo Sfregiato, pericoloso boss della malavita di
Chicago, controlla la produzione e il traffico di diamanti in Congo
attraverso un'organizzazione segreta. Ma i suoi loschi piani stanno per
essere sventati dall'indomito reporter... Una missione esotica per
Tintin e Milou, nelle selvagge terre del Continente Nero popolate da
antiche tribù, stregoni malvagi e bestie feroci!
In questo volume gli episodi: "Tintin in America", "I sigari del
faraone" e "Il loto blu". In "Tintin in America": Seguendo le tracce del
famigerato Al Capone, Tintin e Milou volano fino a Chicago, patria del
crimine organizzato e della malavita. In questo tributo al mito del
selvaggio West e alle gangster storles, preparatevi a scoprire come
Tintin e Milou hanno conquistato l'America! In "I sigari del faraone":
L'antica tomba di un faraone, la misteriosa scomparsa di un egittologo,
gli indecifrabili simboli sull'etichetta di un sigaro che fanno da filo
conduttore tra l'Africa e l'India... Un'indagine che porterà a galla
l'ennesimo complotto internazionale, anche grazie all'involontario
ausilio della più famosa coppia di improbabili e imbranati detective:
Dupond e Dupont! "Il loto blu": La minaccia del pericoloso veleno
rajaijah incombe sulla Cina schiacciata dall'oppressione militare
giapponese. In un affollato affresco della Shanghai immaginata da Hergé,
niente è come sembra, tra i fumi dell'oppio del Loto Blu: riuscirà
Tintin a smascherare il pericoloso leader della banda di
narcotrafficanti che stringe il mondo nella sua morsa?
In questo volume gli episodi: "L'orecchio spezzato", "L'Isola Nera" e
"Lo scettro di Ottokar". In "L'orecchio spezzato": Un antico feticcio
scompare dal museo etnografico di Bruxelles, per poi essere restituito
il giorno seguente. "È stata solo una scommessa" recita la lettera di un
abile ladro in vena di scherzi, ma l'oggetto riconsegnato non è che una
perfetta copia dell'originale. Chi si nasconde dietro il falso
feticcio? La risposta è in Sud America, Terra della sanguinaria tribù
degli Arumbaya! In "L'Isola Nera": Non c'è niente di sospetto in un
aereo in difficoltà che effettua un atterraggio di fortuna, ma se il
pilota spara un colpo di pistola su un ignaro soccorritore... ci deve
essere sotto qualcosa. Preparatevi a volare fino alle impervie e ventose
coste della Scozia, in un antico castello avvolto dalla nebbia e dalle
leggende! In "Lo scettro di Ottokar": A qualcuno non va certo a genio
che l'anziano e un po' svampito professor Alambik conduca delle ricerche
sul sigillo di Ottokar IV, antico sovrano della remota Sildavia.
Scavare nella storia del Paese porterebbe a galla scomode verità. Tintin
e Milou scorteranno il professore nel lontano regno sildavo e
scopriranno presto che una setta segreta trama a danno della monarchia,
mentre un insospettabile impostore agisce indisturbato sotto il naso di
tutti.
In questo volume gli episodi: "Il granchio d'oro", "La stella
misteriosa" e "Il segreto del liocorno". In "Il granchio d'oro":
L'etichetta di un barattolo di conserva e cinque monete false: sono gli
elementi di un'indagine che catapulteranno Tintin in un susseguirsi di
peripezie, in compagnia di un partner d'eccezione: il collerico e
impetuoso capitano Haddock, che non mancherà di attingere al suo
proverbiale vocabolario di insulti per apostrofare un po' tutti, nessuno
escluso! "La stella misteriosa": Un insolito astro brilla nel cielo
notturno di un'estate terribilmente afosa. È una massa incandescente che
sta per entrare in collisione con la Terra: sarà la fine del mondo che
conosciamo? Ragni giganti e funghi a macchie rosse sono gli ingredienti
della nuova avventura di Tintin e Milou nelle gelide acque del Polo
Nord. "Il segreto del liocorno": Il modellino di un antico vascello è
certamente il regalo perfetto per il capitano Haddock, soprattutto se
contiene uno dei tre indizi che conducono a un prezioso tesoro. Guidati
dalle memorie del leggendario Francois de Hadoque, Tintin, Milou e
Haddock partono alla ricerca dei messaggi cifrati mancanti, mentre i
detective Dupond e Dupont sono sulle tracce di un infallibile ladro che
genera scompiglio nelle strade della città.
Ideato nel 1929 dal disegnatore belga Georges Rèmi (meglio conosciuto
come Hergé), Tintin è un giovane reporter dall'intuito degno dei
migliori detective.
Un ciuffo di capelli rossi, un maglione e un paio di
pantaloni alla zuava sono i suoi segni distintivi: protagonista di
avventure in ogni parte del globo - Europa, Asia, Africa, America e
perfino la Luna - il giornalista è costantemente affiancato
dall'inseparabile (e intelligentissimo) cagnolino Milo e circondato da
personaggi come il collerico capitano Haddock e l'imprevedibile
scienziato Tornasoli in compagnia dei quali si trova a vivere favolose
avventure e ad affrontare gli individui più disparati tra cui spie,
falsari, banditi e trafficanti di droga. Questo volume raccolgie i
seguenti episodi: "Il tesoro di Rackham il Rosso", "Le sette sfere di
cristallo", "Il tempio del sole".
Qui una serie di informazioni e curiosità. Tutto quello che c'è da sapere sul film Le avventure di Tintin - Il segreto del Liocorno (una clip dal film con il cane Milou in azione).
“Perché sto puntando 85 milioni di sterline su un reporter e il suo cane”: Steven Spielberg porta Tintin sul grande schermo.
Non parlo né leggo francese. Nel 1981, quando ho trovato una recensione de I predatori dell’Arca perduta su un magazine francese, non ho capito cosa dicesse. Ma c’era una parola ripetuta diverse volte: Tintin. Così mi sono fatto tradurre la recensione in inglese, e in un modo molto carino diceva che i Predatori era un omaggio al creatore di Tintin, Hergé. Suggeriva che dovessi aver letto tutti i libri dell’artista e scrittore belga. In realtà, non avevo mai visto un libro di Tintin in tutta la mia vita. Così ho chiesto alla mia assistente di andarmi a comprare una storia di Tintin, e lei ha scelto Le sette sfere di cristallo. Era in francese – all’epoca non erano tradotti negli Stati Uniti – ma nonostante non sia riuscito a leggere il testo, sono rimasto colpito dalle illustrazioni di Hergé. Erano talmente evocative della narrazione, della trama e delle relazioni fra i personaggi che alla fine, anche senza saper leggere una sola parola, avevo capito l’intera storia. Allora ho comprato tutti i libri di Tintin. Ho scoperto che Tintin è un giovane e tenace esploratore e reporter investigativo. La sua passione per trovare e svelare un mistero mi ha ispirato. Ho ammirato come nulla potesse fermarlo, e il suo splendido rapporto con il partner più improbabile, il Capitano Archibald Haddock.
Insieme sono lo yin e lo yang: Tintin è quello preciso, Haddock il pasticcione – è quello che si raffredda, si ubriaca e accende un fiammifero su una nave, senza considerare che provocherà una falla nella barca e li farà affondare. Il senso dell’umorismo di Hergé era molto vicino alla comicità slapstick e ai film muti. I detective Thomson e Thompson sono personaggi comici, una coppia come Stanlio e Ollio. Ho detto a Kathy Kennedy, la mia co-produttrice: “Dobbiamo farne un film. Da dove cominciamo?”. Kathy ha risposto: “Cominciamo incontrando Hergé”. Così l’ho chiamato e abbiamo avuto una splendida conversazione. Mi ha detto che amava i Predatori e che io ero l’unica persone che poteva trasformare le avventure di Tintin in un film, e ha proposto di incontrarci. La sua scomparsa, solo poche settimane dopo, mi ha lasciato devastato.
Erano gli inizi degli anni Ottanta. All’epoca volevo realizzare Tintin come un film con attori – magari con Jack Nicholson come Capitano Haddock. Roman Polanski, un mio vecchio amico, avrebbe dovuto partecipare al progetto e dirigere uno dei film. Ma come dico sempre, “se non è sulla pagina, non è sulla scena”. Non riuscivo proprio ad azzeccare la sceneggiatura. Così ho lasciato scadere i diritti. È stato solo nel 2001 che all’improvviso ho avuto una rivelazione su come fare il film di Tintin e l’intero processo è ripartito. Questa volta, Tintin doveva essere animato con l’aiuto del motion-capture (registrare i movimenti degli attori attraverso dei sensori e usarli per animare modelli in 3D su un computer), combinando live-action ed animazione. Con questo metodo, ero sicuro che dopo quattro minuti il pubblico che si interrogava sul genere del film non si sarebbe più posto il problema. Sarebbe stato come quando ho visto War Horse su un palcoscenico di Londra. C’erano quattro burattinai intorno a ogni cavallo e i cavalli non erano nemmeno realistici – erano impressionistici. A cinque minuti dall’inizio di War Horse, ho smesso di guardare i burattinai e ho guardato solo i cavalli. Dopo sei minuti, ho visto dei veri cavalli; non c’erano più burattinai.
Dipende tutto dalla storia e da come coinvolgi gli spettatori nella narrazione, come riesci a fargli dimenticare dove sono, chi gli siede accanto, che si trovano in un cinema o anche che c’è un effetto speciale. Vengono semplicemente trasportati in un’esperienza. Sono molto nostalgico. Non posso farci niente – è un momento malinconico che viviamo tutti quando desideriamo di poter tornare alla nostra infanzia. Se non sei nostalgico, non penso che basti prendere una pillola. Lo sei o non lo sei. Per Tintin, il 3D andava bene, ma ero un po’ combattuto riguardo al mezzo. Non è adatto ad ogni film. Mi piacerebbe vedere Lawrence d’Arabia di David Lean in 3D. Ma non Breve incontro in 3D! Ci sono certi film in cui il 3D conferisce profondità e grandezza alla visione. Ci sono altri film in cui il 3D cancella l’intimità. Quando ho dovuto produrre Tintin, ho voluto Peter Jackson a bordo. Sono un suo grande fan; ha inventato nuovi mondi grandiosi. La prima volta che ci siamo incontrati era di fronte a 800 milioni di persone – ho aperto una busta, ho tirato fuori un biglietto e ho detto: “E l’Oscar va a…”. E ho consegnato a Peter l’Oscar per il miglior film per la sua terza pellicola de Il signore degli anelli.
La seconda volta, non ho seguito la via più corretta. Non sapevo se Peter fosse interessato a Tintin, ma ho ingaggiato la sua compagnia, la Weta, per realizzare i test del motion-capture per mostrare come sarebbero stati Tintin e Milou. Quando ho pensato di essere riuscito a convincere Peter almeno per metà, l’ho chiamato e gli ho fatto la domanda. Sarebbe stato interessato a produrre il primo film di Tintin con me, e, in caso di successo, a dirigere il secondo? Lui ha risposto: “Dovresti vedere cosa c’è dietro di me in questo momento. Sono seduto di fronte all’intera libreria di Hergé, contenente ogni singolo libro di Tintin”. La nostra è stata una collaborazione diversa da qualunque altra esperienza abbia mai vissuto – a parte forse quella con George Lucas. È stata una vera fratellanza. Non avevo alcun ego. Io e Peter abbiamo condiviso tutte le principali decisioni creative, a partire dallo script fino ai 31 giorni alle prese con il motion-capture e oltre. Peter risiede a Wellington, in Nuova Zelanda, dunque fra noi c’è stata una diretta telematica, e ogni giorno avevo un televisore di fronte a me. Di solito in Nuova Zelanda erano le tre di notte, perciò lui era in pigiama – lui e Hugh Hefner! – con una tazza di tè in mano.
Mi sarebbe piaciuto se ci fosse stata una mosca sulla parete ad ascoltare i discorsi che andavano avanti e indietro tra i nostri uffici, con noi che provavamo ad ottenere il risultato giusto rispetto ai colori che usava Hergé, cercando di definire minuscoli dettagli di cui gli spettatori non si sarebbero mai resi conto, non solo per onorare Hergé ma per rappresentare il suo mondo in maniera realistica. Abbiamo tenuto in considerazione gli appassionati fin dall’inizio di questo lavoro, e per ogni singolo giorno delle riprese. Per il film, gli eredi di Hergé ci hanno dato il permesso di combinare diverse storie – Il tesoro di Red Rackham e Il segreto dell’Unicorno, che erano già due storie accoppiate, e Il granchio d’oro – così ho potuto mostrare agli spettatori come Tintin e il Capitano Haddock si fossero conosciuti. Adesso spetta al pubblico dirci cosa ne pensano di Tintin. Chi avrebbe mai pensato che a qualcuno sarebbe piaciuto Lo squalo? Avevo 27 anni, avevo sforato di 100 giorni la tabella di marcia, ero andato pesantemente oltre il budget, ed ero pressato dagli studios, che mi definivano un giovane regista irresponsabile. Era un disastro. Chi avrebbe immaginato che il pubblico avrebbe accolto Lo squalo in quel modo? Spielberg e la computer-grafica Una volta ho detto che la computer-grafica rende meno inventivi. A quel tempo mi lamentavo della scomparsa delle sequenze dal vivo. Se una scena d’azione può essere girata in maniera pratica e sicura, preferisco farla alla vecchia maniera. L’inseguimento iniziale in Casinò Royale è una delle più emozionanti sequenze d’azione che abbia visto, ed è interamente realizzata con il classico metodo di stunt-man. Ma non credo più che la computer-grafica tolga l’inventività. Tintin è un grosso passo avanti per me. Jurassic Park nel 1993 è stato un passo enorme. Per quello ho creato i primi personaggi digitali nella storia del cinema ad essere le star del film.
Spielberg e la controversia su Hergé Prima di fare Tintin, non sapevo molto dell’orientamento politico di Hergé e di quello che era accaduto durante la guerra (Hergé era stato accusato di essere un simpatizzante dei nazisti, avendo prodotto una striscia di Tintin per un giornale controllato dai nazisti). Non è stato provato nulla e voglio dargli il completo beneficio del dubbio. Non penso neppure a quella parte della sua vita. Ci sono così tanti pettegolezzi su così tanti di noi personaggi pubblici. A volte è troppo difficile distinguere ciò che non è vero. Ti stanchi di ripetere sempre che le cose non stanno in un certo modo. Ci basta continuare a raccontare belle storie.
Spielberg e Milou Milou, il cane di Tintin, è umano quanto alcuni dei personaggi nel film. È sempre presente nel momento del bisogno ed è uno dei supereroi dell’intera serie di Tintin. Purtroppo non ho avuto modo di conoscere Milou per il film, perché in realtà non era davvero fra noi. Milou era un cartone ritagliato, con un bastoncino attaccato dietro a mo’ di coda ed alcuni sensori. Non era nulla di più di un supporto fisico per il Milou animato che la Weta avrebbe creato un anno dopo. Perciò non abbiamo avuto molta interazione con lui. Abbiamo dovuto usare la nostra immaginazione per portarlo in vita.
Alle ore 21 in diretta streaming sul sito del Circolo dei lettori di Torino si terrà un'incontro con Craig Thompson, autore di Blankets, in questi giorni in Italia con il suo nuovo Habibi. Intervengono Luca Raffaelli e Randa Ghazy
Tuono Pettinato, amico e autore della scuderia Rizzoli Lizard, ha condiviso con noi questo test di verifica di Storia proposto agli studenti della 4°C dell'Istituto Tecnico Commerciale Antonio Pesenti di Cascina (Pisa) dall'insegnate di lettere Roberto Colombo, a cui rivolgiamo la nostra gratitudine. Speriamo che anche gli alunni siano stati grati per questo test, ma Tuono mi fa notare via mail che "è bellissimo immaginare che qualcuno fra gli alunni avrà detto 'uff, cheppalle! Domani abbiamo il compito su tuono pettinato!':D quasi quasi nel prossimo librino ci metto delle finte schede didattiche!".
Il test riguarda Garibaldi, o meglio il nostro Garibaldi. Quello magnificamente raccontato e disegnato da Tuono. Naturalmente vogliamo credere che tutti i lettori del Garibaldi, siano lettori attenti e che saprebbero ripondere a tutti i quesiti anche ad occhi chiusi.
Ma un quesito rimane ancora aperto, l'ultimo: il quesito numero 13 e lo proponiamo a voi lettori di questo blog.
13) Scrivi una domanda che vorresti fare a Tuono Pettinato.
Le domande che ci svriverete nella sezione commenti di questo post andranno a compilare un'intervista che gireremo a Tuono, le cui risposte saranno prontamente pubblicate su questo blog.
Uno dei commentatori estratto a sorte riceverà una copia di Garibaldi in regalo.
Approfittate di questa occasione per chiedere a Tuono tutto quello che non avete mai osato chiedere!
E per chi volesse approfondire ecco una video-chiacchierata tra il nostro autore in compagnia di Fabio Gadducci girata durante l'ultima edizione di Lucca Comics.
DalBonvi Parken di Modena arriva il video dell’inaugurazione: parlano Sofia Bonvicini, figlia di Bonvi, progettista del parco dedicato al padre, Roberto Alperoli, Assessore alla Cultura, Guido De Maria e Francesco Guccini, con il quale Bonvi ha firmato le mitiche Storie dello spazio profondo, una serie di avventure che oggi continua con la riedizione di Altre storie dello spazio profondo firmato Bonvi & Cavazzano.
Quel rumore di ticchettio da attesa che già tutti abbiamo nelle orecchie per l'uscita del film Le Avventure di Tintin girato da Steven Spielberg, si amplifica con l'annuncio del primo gadget del film: la statuetta di Capitan Haddock.
Un chilo di resina polystone con un'altezza di trenta centimentri e un valore di 199 dollari per un edizione limitita a non si sa ancora a quanti pezzi ma di certo non più di 2000 stando a quello che riporta il sito della Weta, lo studio che ha prodotto il modello digitale per il film in 3D in uscita nelle sale italiane il 28 ottobre 2011 e che Rizzoli Lizard si prepara ad introdurre con l'uscita a luglio dei primi volumi della serie Tintin.
L'articolo sul sito della Wetadove è possibile ordinare una copia della stutuetta e visionarne i dettagli . Per chiudere (per il momento...) il trailer del film che tutti aspettiamo.
Nel frattempo che lavoriamo l'impasto per le letture dell'anno nuovo, vi auguriamo giorni felici e un buon 2011 da tutta la redazione di Rizzoli Lizard.
Un regalo a sorpresa a tre di chi commenterà questo post.