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02 aprile 2012

Napoli Comicon

Dal 28 aprile al 1 maggio si terrà a Napoli la 14° edizione del Napoli Comicon che candida al prestigioso Premio Micheluzzi due nostre iniziative editoriali:

MIGLIOR FUMETTO ESTERO
Habibi di Craig Thompson

Una “storia delle storie” degna delle Mille e una notte: dopo il successo di Blankets, Craig Thompson supera se stesso con Habibi, il romanzo atteso come una delle più importanti opere della letteratura grafica degli ultimi anni. continua...



MIGLIOR RIEDIZIONE CLASSICO
Le avventure di Tintin di Hergé

La collana Rizzoli Lizard per celebrare il vero classico del fumetto europeo. Oltre 200 milioni di copie vendute nel mondo. Un'opera tradotta in 50 lingue oggi riproposta da Rizzoli Lizard in 8 eleganti volumi che raccolgono le 24 storie di Tintin ritradotte. Un'opera definitiva supervisionata dall'attento occhio di Philippe Daverio. continua...

30 novembre 2011

La nuova collana Rizzoli Lizard dedicata a Tintin



La nuova collana Rizzoli Lizard per celebrare il vero classico del fumetto europeo. Oltre 200 milioni di copie vendute nel mondo. Un'opera tradotta in 50 lingue oggi riproposta da Rizzoli Lizard in 8 eleganti volumi che raccolgono le 24 storie di Tintin ritradotte. Un'opera definitiva supervisionata dall'attento occhio di Philippe Daverio.

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 In questo volume gli episodi: "Tintin nel paese dei Soviet" e "Tintin in Congo". In "Tintin nel paese dei Soviet": Le fredde e desolate terre dell'Unione Sovietica sono mete inaccessibili, per i giornalisti occidentali ficcanaso. Ma niente potrà fermare l'intrepido reporter Tintin e il suo inseparabile cagnolino Milou, in quella che è considerata una delle storie più controverse dell'esordio di Hergé, un'avventura avvincente da leggere tutta d'un fiato. In "Tintin in Congo": Al Capone lo Sfregiato, pericoloso boss della malavita di Chicago, controlla la produzione e il traffico di diamanti in Congo attraverso un'organizzazione segreta. Ma i suoi loschi piani stanno per essere sventati dall'indomito reporter... Una missione esotica per Tintin e Milou, nelle selvagge terre del Continente Nero popolate da antiche tribù, stregoni malvagi e bestie feroci!



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 In questo volume gli episodi: "Tintin in America", "I sigari del faraone" e "Il loto blu". In "Tintin in America": Seguendo le tracce del famigerato Al Capone, Tintin e Milou volano fino a Chicago, patria del crimine organizzato e della malavita. In questo tributo al mito del selvaggio West e alle gangster storles, preparatevi a scoprire come Tintin e Milou hanno conquistato l'America! In "I sigari del faraone": L'antica tomba di un faraone, la misteriosa scomparsa di un egittologo, gli indecifrabili simboli sull'etichetta di un sigaro che fanno da filo conduttore tra l'Africa e l'India... Un'indagine che porterà a galla l'ennesimo complotto internazionale, anche grazie all'involontario ausilio della più famosa coppia di improbabili e imbranati detective: Dupond e Dupont! "Il loto blu": La minaccia del pericoloso veleno rajaijah incombe sulla Cina schiacciata dall'oppressione militare giapponese. In un affollato affresco della Shanghai immaginata da Hergé, niente è come sembra, tra i fumi dell'oppio del Loto Blu: riuscirà Tintin a smascherare il pericoloso leader della banda di narcotrafficanti che stringe il mondo nella sua morsa?




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In questo volume gli episodi: "L'orecchio spezzato", "L'Isola Nera" e "Lo scettro di Ottokar". In "L'orecchio spezzato": Un antico feticcio scompare dal museo etnografico di Bruxelles, per poi essere restituito il giorno seguente. "È stata solo una scommessa" recita la lettera di un abile ladro in vena di scherzi, ma l'oggetto riconsegnato non è che una perfetta copia dell'originale. Chi si nasconde dietro il falso feticcio? La risposta è in Sud America, Terra della sanguinaria tribù degli Arumbaya! In "L'Isola Nera": Non c'è niente di sospetto in un aereo in difficoltà che effettua un atterraggio di fortuna, ma se il pilota spara un colpo di pistola su un ignaro soccorritore... ci deve essere sotto qualcosa. Preparatevi a volare fino alle impervie e ventose coste della Scozia, in un antico castello avvolto dalla nebbia e dalle leggende! In "Lo scettro di Ottokar": A qualcuno non va certo a genio che l'anziano e un po' svampito professor Alambik conduca delle ricerche sul sigillo di Ottokar IV, antico sovrano della remota Sildavia. Scavare nella storia del Paese porterebbe a galla scomode verità. Tintin e Milou scorteranno il professore nel lontano regno sildavo e scopriranno presto che una setta segreta trama a danno della monarchia, mentre un insospettabile impostore agisce indisturbato sotto il naso di tutti.




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In questo volume gli episodi: "Il granchio d'oro", "La stella misteriosa" e "Il segreto del liocorno". In "Il granchio d'oro": L'etichetta di un barattolo di conserva e cinque monete false: sono gli elementi di un'indagine che catapulteranno Tintin in un susseguirsi di peripezie, in compagnia di un partner d'eccezione: il collerico e impetuoso capitano Haddock, che non mancherà di attingere al suo proverbiale vocabolario di insulti per apostrofare un po' tutti, nessuno escluso! "La stella misteriosa": Un insolito astro brilla nel cielo notturno di un'estate terribilmente afosa. È una massa incandescente che sta per entrare in collisione con la Terra: sarà la fine del mondo che conosciamo? Ragni giganti e funghi a macchie rosse sono gli ingredienti della nuova avventura di Tintin e Milou nelle gelide acque del Polo Nord. "Il segreto del liocorno": Il modellino di un antico vascello è certamente il regalo perfetto per il capitano Haddock, soprattutto se contiene uno dei tre indizi che conducono a un prezioso tesoro. Guidati dalle memorie del leggendario Francois de Hadoque, Tintin, Milou e Haddock partono alla ricerca dei messaggi cifrati mancanti, mentre i detective Dupond e Dupont sono sulle tracce di un infallibile ladro che genera scompiglio nelle strade della città.

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Ideato nel 1929 dal disegnatore belga Georges Rèmi (meglio conosciuto come Hergé), Tintin è un giovane reporter dall'intuito degno dei migliori detective.

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Un ciuffo di capelli rossi, un maglione e un paio di pantaloni alla zuava sono i suoi segni distintivi: protagonista di avventure in ogni parte del globo - Europa, Asia, Africa, America e perfino la Luna - il giornalista è costantemente affiancato dall'inseparabile (e intelligentissimo) cagnolino Milo e circondato da personaggi come il collerico capitano Haddock e l'imprevedibile scienziato Tornasoli in compagnia dei quali si trova a vivere favolose avventure e ad affrontare gli individui più disparati tra cui spie, falsari, banditi e trafficanti di droga. Questo volume raccolgie i seguenti episodi: "Il tesoro di Rackham il Rosso", "Le sette sfere di cristallo", "Il tempio del sole".







Qui una serie di informazioni e curiosità. Tutto quello che c'è da sapere sul film Le avventure di Tintin - Il segreto del Liocorno (una clip dal film con il cane Milou in azione).
Clicca sull'immagine per leggere il documento.


Qui l'articolo di Spielberg che abbiamo già letto su AfNews.

“Perché sto puntando 85 milioni di sterline su un reporter e il suo cane”: Steven Spielberg porta Tintin sul grande schermo.

 


Non parlo né leggo francese. Nel 1981, quando ho trovato una recensione de I predatori dell’Arca perduta su un magazine francese, non ho capito cosa dicesse. Ma c’era una parola ripetuta diverse volte: Tintin. Così mi sono fatto tradurre la recensione in inglese, e in un modo molto carino diceva che i Predatori era un omaggio al creatore di Tintin, Hergé. Suggeriva che dovessi aver letto tutti i libri dell’artista e scrittore belga. In realtà, non avevo mai visto un libro di Tintin in tutta la mia vita.
Così ho chiesto alla mia assistente di andarmi a comprare una storia di Tintin, e lei ha scelto Le sette sfere di cristallo. Era in francese – all’epoca non erano tradotti negli Stati Uniti – ma nonostante non sia riuscito a leggere il testo, sono rimasto colpito dalle illustrazioni di Hergé. Erano talmente evocative della narrazione, della trama e delle relazioni fra i personaggi che alla fine, anche senza saper leggere una sola parola, avevo capito l’intera storia. Allora ho comprato tutti i libri di Tintin.
Ho scoperto che Tintin è un giovane e tenace esploratore e reporter investigativo. La sua passione per trovare e svelare un mistero mi ha ispirato. Ho ammirato come nulla potesse fermarlo, e il suo splendido rapporto con il partner più improbabile, il Capitano Archibald Haddock.



Insieme sono lo yin e lo yang: Tintin è quello preciso, Haddock il pasticcione – è quello che si raffredda, si ubriaca e accende un fiammifero su una nave, senza considerare che provocherà una falla nella barca e li farà affondare. Il senso dell’umorismo di Hergé era molto vicino alla comicità slapstick e ai film muti. I detective Thomson e Thompson sono personaggi comici, una coppia come Stanlio e Ollio.
Ho detto a Kathy Kennedy, la mia co-produttrice: “Dobbiamo farne un film. Da dove cominciamo?”. Kathy ha risposto: “Cominciamo incontrando Hergé”. Così l’ho chiamato e abbiamo avuto una splendida conversazione. Mi ha detto che amava i Predatori e che io ero l’unica persone che poteva trasformare le avventure di Tintin in un film, e ha proposto di incontrarci. La sua scomparsa, solo poche settimane dopo, mi ha lasciato devastato.



Erano gli inizi degli anni Ottanta. All’epoca volevo realizzare Tintin come un film con attori – magari con Jack Nicholson come Capitano Haddock. Roman Polanski, un mio vecchio amico, avrebbe dovuto partecipare al progetto e dirigere uno dei film. Ma come dico sempre, “se non è sulla pagina, non è sulla scena”. Non riuscivo proprio ad azzeccare la sceneggiatura. Così ho lasciato scadere i diritti. È stato solo nel 2001 che all’improvviso ho avuto una rivelazione su come fare il film di Tintin e l’intero processo è ripartito.
Questa volta, Tintin doveva essere animato con l’aiuto del motion-capture (registrare i movimenti degli attori attraverso dei sensori e usarli per animare modelli in 3D su un computer), combinando live-action ed animazione. Con questo metodo, ero sicuro che dopo quattro minuti il pubblico che si interrogava sul genere del film non si sarebbe più posto il problema. Sarebbe stato come quando ho visto War Horse su un palcoscenico di Londra. C’erano quattro burattinai intorno a ogni cavallo e i cavalli non erano nemmeno realistici – erano impressionistici. A cinque minuti dall’inizio di War Horse, ho smesso di guardare i burattinai e ho guardato solo i cavalli. Dopo sei minuti, ho visto dei veri cavalli; non c’erano più burattinai.



Dipende tutto dalla storia e da come coinvolgi gli spettatori nella narrazione, come riesci a fargli dimenticare dove sono, chi gli siede accanto, che si trovano in un cinema o anche che c’è un effetto speciale. Vengono semplicemente trasportati in un’esperienza. Sono molto nostalgico. Non posso farci niente – è un momento malinconico che viviamo tutti quando desideriamo di poter tornare alla nostra infanzia. Se non sei nostalgico, non penso che basti prendere una pillola. Lo sei o non lo sei.
Per Tintin, il 3D andava bene, ma ero un po’ combattuto riguardo al mezzo. Non è adatto ad ogni film. Mi piacerebbe vedere Lawrence d’Arabia di David Lean in 3D. Ma non Breve incontro in 3D! Ci sono certi film in cui il 3D conferisce profondità e grandezza alla visione. Ci sono altri film in cui il 3D cancella l’intimità.
Quando ho dovuto produrre Tintin, ho voluto Peter Jackson a bordo. Sono un suo grande fan; ha inventato nuovi mondi grandiosi. La prima volta che ci siamo incontrati era di fronte a 800 milioni di persone – ho aperto una busta, ho tirato fuori un biglietto e ho detto: “E l’Oscar va a…”. E ho consegnato a Peter l’Oscar per il miglior film per la sua terza pellicola de Il signore degli anelli.



La seconda volta, non ho seguito la via più corretta. Non sapevo se Peter fosse interessato a Tintin, ma ho ingaggiato la sua compagnia, la Weta, per realizzare i test del motion-capture per mostrare come sarebbero stati Tintin e Milou. Quando ho pensato di essere riuscito a convincere Peter almeno per metà, l’ho chiamato e gli ho fatto la domanda. Sarebbe stato interessato a produrre il primo film di Tintin con me, e, in caso di successo, a dirigere il secondo? Lui ha risposto: “Dovresti vedere cosa c’è dietro di me in questo momento. Sono seduto di fronte all’intera libreria di Hergé, contenente ogni singolo libro di Tintin”.
La nostra è stata una collaborazione diversa da qualunque altra esperienza abbia mai vissuto – a parte forse quella con George Lucas. È stata una vera fratellanza. Non avevo alcun ego. Io e Peter abbiamo condiviso tutte le principali decisioni creative, a partire dallo script fino ai 31 giorni alle prese con il motion-capture e oltre. Peter risiede a Wellington, in Nuova Zelanda, dunque fra noi c’è stata una diretta telematica, e ogni giorno avevo un televisore di fronte a me. Di solito in Nuova Zelanda erano le tre di notte, perciò lui era in pigiama – lui e Hugh Hefner! – con una tazza di tè in mano.



Mi sarebbe piaciuto se ci fosse stata una mosca sulla parete ad ascoltare i discorsi che andavano avanti e indietro tra i nostri uffici, con noi che provavamo ad ottenere il risultato giusto rispetto ai colori che usava Hergé, cercando di definire minuscoli dettagli di cui gli spettatori non si sarebbero mai resi conto, non solo per onorare Hergé ma per rappresentare il suo mondo in maniera realistica. Abbiamo tenuto in considerazione gli appassionati fin dall’inizio di questo lavoro, e per ogni singolo giorno delle riprese.
Per il film, gli eredi di Hergé ci hanno dato il permesso di combinare diverse storie – Il tesoro di Red Rackham e Il segreto dell’Unicorno, che erano già due storie accoppiate, e Il granchio d’oro – così ho potuto mostrare agli spettatori come Tintin e il Capitano Haddock si fossero conosciuti. Adesso spetta al pubblico dirci cosa ne pensano di Tintin. Chi avrebbe mai pensato che a qualcuno sarebbe piaciuto Lo squalo?
Avevo 27 anni, avevo sforato di 100 giorni la tabella di marcia, ero andato pesantemente oltre il budget, ed ero pressato dagli studios, che mi definivano un giovane regista irresponsabile. Era un disastro. Chi avrebbe immaginato che il pubblico avrebbe accolto Lo squalo in quel modo?

Spielberg e la computer-grafica

Una volta ho detto che la computer-grafica rende meno inventivi. A quel tempo mi lamentavo della scomparsa delle sequenze dal vivo. Se una scena d’azione può essere girata in maniera pratica e sicura, preferisco farla alla vecchia maniera. L’inseguimento iniziale in Casinò Royale è una delle più emozionanti sequenze d’azione che abbia visto, ed è interamente realizzata con il classico metodo di stunt-man. Ma non credo più che la computer-grafica tolga l’inventività. Tintin è un grosso passo avanti per me. Jurassic Park nel 1993 è stato un passo enorme. Per quello ho creato i primi personaggi digitali nella storia del cinema ad essere le star del film.




Spielberg e la controversia su Hergé
Prima di fare Tintin, non sapevo molto dell’orientamento politico di Hergé e di quello che era accaduto durante la guerra (Hergé era stato accusato di essere un simpatizzante dei nazisti, avendo prodotto una striscia di Tintin per un giornale controllato dai nazisti). Non è stato provato nulla e voglio dargli il completo beneficio del dubbio. Non penso neppure a quella parte della sua vita. Ci sono così tanti pettegolezzi su così tanti di noi personaggi pubblici. A volte è troppo difficile distinguere ciò che non è vero. Ti stanchi di ripetere sempre che le cose non stanno in un certo modo. Ci basta continuare a raccontare belle storie.




Spielberg e Milou
Milou, il cane di Tintin, è umano quanto alcuni dei personaggi nel film. È sempre presente nel momento del bisogno ed è uno dei supereroi dell’intera serie di Tintin. Purtroppo non ho avuto modo di conoscere Milou per il film, perché in realtà non era davvero fra noi. Milou era un cartone ritagliato, con un bastoncino attaccato dietro a mo’ di coda ed alcuni sensori. Non era nulla di più di un supporto fisico per il Milou animato che la Weta avrebbe creato un anno dopo. Perciò non abbiamo avuto molta interazione con lui. Abbiamo dovuto usare la nostra immaginazione per portarlo in vita.



24 ottobre 2011

Tintin, introduzione al film


Qui una serie di informazioni e curiosità. Tutto quello che c'è da sapere sul film Le avventure di Tintin - Il segreto del Liocorno (una clip dal film con il cane Milou in azione).
Clicca sull'immagine per leggere il documento.


Qui l'articolo di Spielberg che abbiamo già letto su AfNews.

“Perché sto puntando 85 milioni di sterline su un reporter e il suo cane”: Steven Spielberg porta Tintin sul grande schermo.

 


Non parlo né leggo francese. Nel 1981, quando ho trovato una recensione de I predatori dell’Arca perduta su un magazine francese, non ho capito cosa dicesse. Ma c’era una parola ripetuta diverse volte: Tintin. Così mi sono fatto tradurre la recensione in inglese, e in un modo molto carino diceva che i Predatori era un omaggio al creatore di Tintin, Hergé. Suggeriva che dovessi aver letto tutti i libri dell’artista e scrittore belga. In realtà, non avevo mai visto un libro di Tintin in tutta la mia vita.
Così ho chiesto alla mia assistente di andarmi a comprare una storia di Tintin, e lei ha scelto Le sette sfere di cristallo. Era in francese – all’epoca non erano tradotti negli Stati Uniti – ma nonostante non sia riuscito a leggere il testo, sono rimasto colpito dalle illustrazioni di Hergé. Erano talmente evocative della narrazione, della trama e delle relazioni fra i personaggi che alla fine, anche senza saper leggere una sola parola, avevo capito l’intera storia. Allora ho comprato tutti i libri di Tintin.
Ho scoperto che Tintin è un giovane e tenace esploratore e reporter investigativo. La sua passione per trovare e svelare un mistero mi ha ispirato. Ho ammirato come nulla potesse fermarlo, e il suo splendido rapporto con il partner più improbabile, il Capitano Archibald Haddock.



Insieme sono lo yin e lo yang: Tintin è quello preciso, Haddock il pasticcione – è quello che si raffredda, si ubriaca e accende un fiammifero su una nave, senza considerare che provocherà una falla nella barca e li farà affondare. Il senso dell’umorismo di Hergé era molto vicino alla comicità slapstick e ai film muti. I detective Thomson e Thompson sono personaggi comici, una coppia come Stanlio e Ollio.
Ho detto a Kathy Kennedy, la mia co-produttrice: “Dobbiamo farne un film. Da dove cominciamo?”. Kathy ha risposto: “Cominciamo incontrando Hergé”. Così l’ho chiamato e abbiamo avuto una splendida conversazione. Mi ha detto che amava i Predatori e che io ero l’unica persone che poteva trasformare le avventure di Tintin in un film, e ha proposto di incontrarci. La sua scomparsa, solo poche settimane dopo, mi ha lasciato devastato.



Erano gli inizi degli anni Ottanta. All’epoca volevo realizzare Tintin come un film con attori – magari con Jack Nicholson come Capitano Haddock. Roman Polanski, un mio vecchio amico, avrebbe dovuto partecipare al progetto e dirigere uno dei film. Ma come dico sempre, “se non è sulla pagina, non è sulla scena”. Non riuscivo proprio ad azzeccare la sceneggiatura. Così ho lasciato scadere i diritti. È stato solo nel 2001 che all’improvviso ho avuto una rivelazione su come fare il film di Tintin e l’intero processo è ripartito.
Questa volta, Tintin doveva essere animato con l’aiuto del motion-capture (registrare i movimenti degli attori attraverso dei sensori e usarli per animare modelli in 3D su un computer), combinando live-action ed animazione. Con questo metodo, ero sicuro che dopo quattro minuti il pubblico che si interrogava sul genere del film non si sarebbe più posto il problema. Sarebbe stato come quando ho visto War Horse su un palcoscenico di Londra. C’erano quattro burattinai intorno a ogni cavallo e i cavalli non erano nemmeno realistici – erano impressionistici. A cinque minuti dall’inizio di War Horse, ho smesso di guardare i burattinai e ho guardato solo i cavalli. Dopo sei minuti, ho visto dei veri cavalli; non c’erano più burattinai.



Dipende tutto dalla storia e da come coinvolgi gli spettatori nella narrazione, come riesci a fargli dimenticare dove sono, chi gli siede accanto, che si trovano in un cinema o anche che c’è un effetto speciale. Vengono semplicemente trasportati in un’esperienza. Sono molto nostalgico. Non posso farci niente – è un momento malinconico che viviamo tutti quando desideriamo di poter tornare alla nostra infanzia. Se non sei nostalgico, non penso che basti prendere una pillola. Lo sei o non lo sei.
Per Tintin, il 3D andava bene, ma ero un po’ combattuto riguardo al mezzo. Non è adatto ad ogni film. Mi piacerebbe vedere Lawrence d’Arabia di David Lean in 3D. Ma non Breve incontro in 3D! Ci sono certi film in cui il 3D conferisce profondità e grandezza alla visione. Ci sono altri film in cui il 3D cancella l’intimità.
Quando ho dovuto produrre Tintin, ho voluto Peter Jackson a bordo. Sono un suo grande fan; ha inventato nuovi mondi grandiosi. La prima volta che ci siamo incontrati era di fronte a 800 milioni di persone – ho aperto una busta, ho tirato fuori un biglietto e ho detto: “E l’Oscar va a…”. E ho consegnato a Peter l’Oscar per il miglior film per la sua terza pellicola de Il signore degli anelli.



La seconda volta, non ho seguito la via più corretta. Non sapevo se Peter fosse interessato a Tintin, ma ho ingaggiato la sua compagnia, la Weta, per realizzare i test del motion-capture per mostrare come sarebbero stati Tintin e Milou. Quando ho pensato di essere riuscito a convincere Peter almeno per metà, l’ho chiamato e gli ho fatto la domanda. Sarebbe stato interessato a produrre il primo film di Tintin con me, e, in caso di successo, a dirigere il secondo? Lui ha risposto: “Dovresti vedere cosa c’è dietro di me in questo momento. Sono seduto di fronte all’intera libreria di Hergé, contenente ogni singolo libro di Tintin”.
La nostra è stata una collaborazione diversa da qualunque altra esperienza abbia mai vissuto – a parte forse quella con George Lucas. È stata una vera fratellanza. Non avevo alcun ego. Io e Peter abbiamo condiviso tutte le principali decisioni creative, a partire dallo script fino ai 31 giorni alle prese con il motion-capture e oltre. Peter risiede a Wellington, in Nuova Zelanda, dunque fra noi c’è stata una diretta telematica, e ogni giorno avevo un televisore di fronte a me. Di solito in Nuova Zelanda erano le tre di notte, perciò lui era in pigiama – lui e Hugh Hefner! – con una tazza di tè in mano.



Mi sarebbe piaciuto se ci fosse stata una mosca sulla parete ad ascoltare i discorsi che andavano avanti e indietro tra i nostri uffici, con noi che provavamo ad ottenere il risultato giusto rispetto ai colori che usava Hergé, cercando di definire minuscoli dettagli di cui gli spettatori non si sarebbero mai resi conto, non solo per onorare Hergé ma per rappresentare il suo mondo in maniera realistica. Abbiamo tenuto in considerazione gli appassionati fin dall’inizio di questo lavoro, e per ogni singolo giorno delle riprese.
Per il film, gli eredi di Hergé ci hanno dato il permesso di combinare diverse storie – Il tesoro di Red Rackham e Il segreto dell’Unicorno, che erano già due storie accoppiate, e Il granchio d’oro – così ho potuto mostrare agli spettatori come Tintin e il Capitano Haddock si fossero conosciuti. Adesso spetta al pubblico dirci cosa ne pensano di Tintin. Chi avrebbe mai pensato che a qualcuno sarebbe piaciuto Lo squalo?
Avevo 27 anni, avevo sforato di 100 giorni la tabella di marcia, ero andato pesantemente oltre il budget, ed ero pressato dagli studios, che mi definivano un giovane regista irresponsabile. Era un disastro. Chi avrebbe immaginato che il pubblico avrebbe accolto Lo squalo in quel modo?

Spielberg e la computer-grafica

Una volta ho detto che la computer-grafica rende meno inventivi. A quel tempo mi lamentavo della scomparsa delle sequenze dal vivo. Se una scena d’azione può essere girata in maniera pratica e sicura, preferisco farla alla vecchia maniera. L’inseguimento iniziale in Casinò Royale è una delle più emozionanti sequenze d’azione che abbia visto, ed è interamente realizzata con il classico metodo di stunt-man. Ma non credo più che la computer-grafica tolga l’inventività. Tintin è un grosso passo avanti per me. Jurassic Park nel 1993 è stato un passo enorme. Per quello ho creato i primi personaggi digitali nella storia del cinema ad essere le star del film.




Spielberg e la controversia su Hergé
Prima di fare Tintin, non sapevo molto dell’orientamento politico di Hergé e di quello che era accaduto durante la guerra (Hergé era stato accusato di essere un simpatizzante dei nazisti, avendo prodotto una striscia di Tintin per un giornale controllato dai nazisti). Non è stato provato nulla e voglio dargli il completo beneficio del dubbio. Non penso neppure a quella parte della sua vita. Ci sono così tanti pettegolezzi su così tanti di noi personaggi pubblici. A volte è troppo difficile distinguere ciò che non è vero. Ti stanchi di ripetere sempre che le cose non stanno in un certo modo. Ci basta continuare a raccontare belle storie.




Spielberg e Milou
Milou, il cane di Tintin, è umano quanto alcuni dei personaggi nel film. È sempre presente nel momento del bisogno ed è uno dei supereroi dell’intera serie di Tintin. Purtroppo non ho avuto modo di conoscere Milou per il film, perché in realtà non era davvero fra noi. Milou era un cartone ritagliato, con un bastoncino attaccato dietro a mo’ di coda ed alcuni sensori. Non era nulla di più di un supporto fisico per il Milou animato che la Weta avrebbe creato un anno dopo. Perciò non abbiamo avuto molta interazione con lui. Abbiamo dovuto usare la nostra immaginazione per portarlo in vita.



20 ottobre 2011

Arriva Tintin!


Preparatevi a una lunga serie di materiali sul nostro eroe.
Siamo lieti di proporvi:


La scheda introduttiva al film
densa di curiosità e retroscena distribuite su una trentina di pagine

Una articolo firmato Steven Spielberg
“Perché sto puntando 85 milioni di sterline su un reporter e il suo cane” è il titolo dell'articolo sulla realizzazione del film

Le anteprime dei volumi 5-6-7-8 di Tintin
con sfogliatore online e possibilità di scaricare il pdf

Qui, per il momento, ci lasciamo con una clip del film.
Buona visione e restate connessi.


19 luglio 2011

Le avventure di Tintin volume 2

In questo volume gli episodi: Tintin in America, I sigari del faraone e Il loto blu.
In Tintin in America seguendo le tracce del famigerato Al Capone, Tintin e Milou volano fino a Chicago, patria del crimine organizzato e della malavita. In questo tributo al mito del selvaggio West e alle gangster storles, preparatevi a scoprire come Tintin e Milou hanno conquistato l'America.

In I sigari del faraone l'antica tomba di un faraone, la misteriosa scomparsa di un egittologo, gli indecifrabili simboli sull'etichetta di un sigaro che fanno da filo conduttore tra l'Africa e l'India... Un'indagine che porterà a galla l'ennesimo complotto internazionale, anche grazie all'involontario ausilio della più famosa coppia di improbabili e imbranati detective: Dupond e Dupont.

In Il loto blu scopriamo la minaccia del pericoloso veleno rajaijah che incombe sulla Cina schiacciata dall'oppressione militare giapponese. In un affollato affresco della Shanghai immaginata da Hergé, niente è come sembra, tra i fumi dell'oppio del Loto Blu: riuscirà Tintin a smascherare il pericoloso leader della banda di narcotrafficanti che stringe il mondo nella sua morsa?

Le avventure di Tintin vol. 2
Sfoglia o scarica (link pdf) l'anteprima dell'episodio Tintin in America



Tintin vol. 2

In questo volume gli episodi:
- Tintin in America
- I sigari del faraone
- Il loto blu

Inserisci Tintin tra i tuoi libri preferiti su Facebook e Anobii.

18 luglio 2011

Tintin volume 1 - anteprima

La nuova collana Rizzoli Lizard per celebrare il vero classico del fumetto europeo. Oltre 200 milioni di copie vendute nel mondo. Un'opera tradotta in 50 lingue oggi riproposta da Rizzoli Lizard in 8 eleganti volumi che raccolgono le 24 storie di Tintin ritradotte. Un'opera definitiva supervisionata dall'attento occhio di Philippe Daverio.

Le avventure di Tintin vol. 1
Sfoglia o scarica (link pdf) l'anteprima dell'episodio Tintin in Congo



Tintin vol. 1

In questo volume gli episodi:
- Tintin nel paese dei Soviet
- Tintin in Congo

Inserisci Tintin tra i tuoi libri preferiti su Facebook e Anobii.

13 luglio 2011

Tintin, Tex, Hugo Pratt e Tomine



Le librerie italiane oggi ospitano sette grandi titoli Rizzoli Lizard.
I primi quattro volumi della serie completa e definitiva de Le avventure di Tintin: Volume 1 Tintin nel paese dei Soviet, Tintin in Congo Volume 2 Tintin in America, I sigari del Faraone, Il Loto BluVolume 3 L’orecchio spezzato, L’isola nera, Lo scettro di OttokarVolume 4 Il granchio d’oro, La stella misteriosa, Il segreto del Liocorno da cui è stato tratto il film di Spielberg in uscita nelle sale in ottobre (guarda trailer 1 e 2).
Il catalogo della mostra I luoghi dell'avventura di Hugo Pratt inaugurata a Lugano venerdì scorso e che proseguirà fino al 21 ottobre 2011, una mostra e un catalogo in ricorrenza del 44° compleanno di Corto Maltese.
Il Texone di Magnus Tex - La valle del terrore in un'elegante edizione che si inserisce nella serie dedicata all'opera di Magnus (di cui abbiamo già pubblicato Erotico e Fantastico e Racconti erotici e dell'orrore).
In ultimo direttamente dal Canada, Scene di un matrimonio imminente di Adrian Tomine.

A partire da domani pubblicheremo le anteprime con pdf scaricabile.
I fan sfegatati possono già inserire questi sette capolavori tra i propri libri preferiti su Facebook e Anobii cliccando sui link nelle didascalie delle copertine.


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11 luglio 2011

Tintin, nuovo trailer



Le avventure di Tintin - Il segreto del Liocorno, dal 23 ottobre al cinema.
I primi quattro volumi della serie completa delle Avventure di Tintin, tra due giorni in tutte le librerie.


09 luglio 2011

Tintin: pupazzi, film e... libri!



Dopo la statuetta di Captain Haddock da 199 dollari arrivano sempre dagli studi della Weta una versione ridotta del capitano barbuto nonché la statuetta di Tintin entrambe dell'altezza di 8 centimentri, in PVC e sopratutto a un prezzo più accessibile, 6,45 dollari. Il film Le avventure di Tintin continua a sfornare merchandising e dopo l'uscita di un nuovo frame dal film, la produzione pupazzettistica non si ferma. Adesso tocca a quelli della Plastoy che si fanno sentire con una produzione più completa, meno centellinata e più economica.











Le novità di casa nostra già le conoscete. E mancano ormai pochissimi giorni all'uscita in libreria dei primi 4 volumi della serie completa e definitiva de Le avventure di Tintin. Scoprite la data di uscita nel nostro calendario eventi. E strizzate gli occhi perché lo stesso giorno uscirà un'altra sorpresa.

18 giugno 2011

La statuetta di Capitan Haddock


Quel rumore di ticchettio da attesa che già tutti abbiamo nelle orecchie per l'uscita del film Le Avventure di Tintin girato da Steven Spielberg, si amplifica con l'annuncio del primo gadget del film: la statuetta di Capitan Haddock.

Un chilo di resina polystone con un'altezza di trenta centimentri e un valore di 199 dollari per un edizione limitita a non si sa ancora a quanti pezzi ma di certo non più di 2000 stando a quello che riporta il sito della Weta, lo studio che ha prodotto il modello digitale per il film in 3D in uscita nelle sale italiane il 28 ottobre 2011 e che Rizzoli Lizard si prepara ad introdurre con l'uscita a luglio dei primi volumi della serie Tintin.

L'articolo sul sito della Weta dove è possibile ordinare una copia della stutuetta e visionarne i dettagli . Per chiudere (per il momento...) il trailer del film che tutti aspettiamo.